Ascoli enogastronomica
PUNTEGGIO ACCESSIBILITA'
PUNTEGGIO ACCESSIBILITA'
La regina indiscussa della tradizione gastronomica della città è l’oliva all’ascolana famosa in tutto il mondo.
Sono olive DOP conosciute come olive tenere ascolane, poi denocciolate a mano con una particolare tecnica a spirale, per poi essere farcite con un ripieno di carni pregiate miste manzo e maiale.
Quindi si passa alla panatura, che prevede prima il tuffo nell’uovo, poi nella farina 00 e infine nel pangrattato.
L’ultimo passaggio è la perfetta frittura in olio bollente a 160/170°. Potete gustarle anche nel fritto misto all’ascolana che comprende, oltre alle olive, cremini (crema fritta), zucchine e carciofi e cotoletta di agnello.
Il nostro consiglio? Assaggiate il “cartoccio” mentre vi lasciate conquistare dal centro storico ascolano.
“Migliori” a PIAZZA ARRINGO è stata la prima attività commerciale a proporle nella versione street food, molto comodo è il punto vendita che si trova all’esterno del punto vendita di Piazza Arringo, molto buone sono quelle della Bottega dell’oliva ascolana. Il DICADUCA propone olive fatte a mano dalla moglie del titolare e al LORENZ troverete le olive all’ascolana DOP. Entrambi i locali sono accessibili.
Altro prodotto tipico di Ascoli e dei suoi dintorni è il vino cotto (da non confondere con il vincotto).
Una volta pigiata l’uva, il mosto ottenuto si mette in un caldaro (grossa pentola di rame), con l’avvertenza, tramandata dalla tradizione, di porvi una verga di ferro nudo per impedire al rame di passare in soluzione. Nel caldaro il mosto viene cotto a fuoco diretto fino a quando l’evaporazione non fa sì che il contenuto si riduca da un terzo a un mezzo; la maggiore o minore concentrazione varia a seconda del grado zuccherino di partenza. Nelle Marche c’è chi durante la bollitura aggiunge una mela cotogna per ogni quintale di mosto, per aromatizzare la bevanda. Non appena raffreddato, il mosto concentrato viene “rimboccato” in caratelli di rovere dove viene lasciato a fermentare.
Menzione a parte merita l’Anisetta Meletti, liquore che deriva dalla distillazione in alambicco discontinuo di semi di anice e altre spezie aromatiche, che esaltano la freschezza dell’anice verde mediterraneo, prodotto secondo l’originale ricetta creata nel lontano 1870 da Silvio Meletti, il primo titolare dell’omonimo storico caffè.
I locali che vi suggeriamo per riuscire ad assaporare i gusti della cucina ascolana si trovano tutti in centro città e hanno un discreto livello di accessibilità (qui potete consultare le schede delle singole attività):

Prima di partire controlla tutte le possibilità turistiche e di accessibilità che la città di Ascoli offre. Scegli i percorsi e gli itinerari a te più congeniali, scopri come arrivare.

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La tradizione culinaria ascolana è un viaggio emozionante alla scoperta di una città antica e affascinante.

Ascoli Piceno è una città che sprigiona arte e cultura in ogni angolo. Conoscerla è come assaporare un pezzo di storia.