La creazione dei Giardini Pubblici risale al 1869 circa quando il Municipio incaricò una commissione di nove cittadini di studiare la sistemazione dell’ingresso della città a Porta Maggiore. I lavori furono dati in appalto e diretti da Giulio Gabrielli, pittore e bibliotecario.
I Giardini Pubblici furono inaugurati nel 1873, ma già in quell’epoca venivano compiuti atti vandalici alle piante più pregiate. Una nota curiosa erano le lavandaie che stendevano ad asciugare i panni sulla balaustra che delimitava i giardini con grave danno all’immagine cittadina.
Nel 1961 furono eseguiti nuovi lavori di sistemazione che comportarono la demolizione dello chalet ottocentesco e la collocazione della statua di re Vittorio Emanuele II trasferita da piazza Arringo.
I Giardini Pubblici sono dotati di tre ingressi, uno in Corso Vittorio Emanuele, uno laterale in viale De Gasperi e l’altro (dietro) in via Candido Augusto Vecchi.
L’ingresso laterale è dotato di una segnaletica di orientamento in braille ed è il solo accessibile a carrozzine e passeggini. I giardini presentano un fondo bianco di piccola breccia e in diverse aree ci sono gradini e soglie inaccessibili.






