Il Caffè Meletti è uno dei simboli della città e si affaccia in Piazza del Popolo. Nasce come sede del Picchetto della Dogana, trasformato in seguito (1881-84) dall’ing. Marco Massimi in Palazzo delle Poste e Telegrafi. Alla fine del 1905 Silvio Meletti acquista l’edificio a un’asta pubblica, dopo due anni di lavori seguiti dall’ing. Enrico Cesari, il 18 Maggio 1907 viene inaugurato lo splendido Caffè Meletti.
La facciata neoclassica in tenue rosa, si eleva su tre piani. Il piano terra è caratterizzato da un portico a cinque arcate decorate nel 1883 da Giovanni Picca con simboli “allusivi delle funzioni postali”, unico ricordo della precedente destinazione dell’edificio. Gli affreschi furono ricoperti con intonaco nel 1906, durante la trasformazione voluta da Silvio Meletti e riportati alla luce solo con il restauro del 1998.
L’interno del locale in stile liberty è perfettamente conservato e l’impostazione è ancora fedele all’originale, con uno spazio destinato alla consumazione al banco, un altro organizzato con piccoli tavoli rotondi di marmo bianco e sostegno in ghisa lavorata, sedie thonet e divanetti in velluto verde per la consumazione a sedere. Il soffitto decorato da affreschi con richiami al tema dell’anice, del pittore ascolano Pio Nardini, è illuminato da lampadari in ottone e vetro di Murano. Spicca sulla destra l’elegante e leggera scala a chiocciola in legno intagliato, oggi non utilizzata, che in origine permetteva l’accesso al piano superiore.
La specialità del locale è indubbiamente l’“Anisetta Meletti”, un liquore a base di anice verde ancora oggi prodotto seguendo la ricetta originale di Silvio Meletti, ottimo se bevuto fresco e accompagnato da un chicco di caffè, la cosiddetta “mosca”. Ai tavoli del Meletti si sono seduti grandi nomi della cultura: Mario Soldati, Beniamino Gigli, Mario del Monaco, Renato Guttuso. Carlo Alberto Salustri, meglio conosciuto come Trilussa, scrive: “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”. Il locale è stato anche set di prestigiosi film d’autore: “I delfini” del 1960 di Francesco Maselli con Claudia Cardinale e “Alfredo Alfredo” del 1972 diretto da Pietro Germi con Stefania Sandrelli e Dustin Hoffman.
Nel 1981 il Ministero dei Beni Culturali ha dichiarato il Caffè Meletti di Ascoli Piceno locale d’interesse storico e artistico.
AUTORE: Lella Palumbi, esperta di storia dell’arte
FONTE: visitascoli.it






